American bar…italian quality

22 Settembre 2007 at 14:27 | In Aperitivi, Bologna, Pollice su | Leave a Comment
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Dopo una faticosa giornata di lavoro mi ritrovo con 2 colleghi, anche loro membri dell’ormai estesissimo “comitato scientifico” apetour, e decidiamo di andare a sperimentare un nuovo aperitiv-place. Ma una cosa rapida, una scelta non eccessivamente meditata e quindi ricaduta su un locale non troppo distante dal luogo di lavoro. Scendendo per via Lame fino all’incrocio con via Riva Reno ci imbattiamo nell’American Bar. A dire il vero, l’idea del locale era stata suggerita dal nostro “capo“, e quindi come fare a non seguire le indicazioni di cotanta autorità.

Una volta arrivati, ci appollaiamo su sgabelli di media altezza e circondiamo un tavolino pronti all’agguato. Data la reticenza del servizio ad accorrere alle richieste delle nostre fauci, mi alzo, raccolgo le ordinazioni tra i miei colleghi (nel frattempo si è aggiunto al gruppo un altro amico pseudo astemio) e vado a portare il testimone al barman. Subito si premura di scusarsi per non essere venuto ad accoglierci…gesto apprezzato, da parte mia, perchè implica un senso di ospitalità, sempre più merce rara. Chiedo tre bicchieri di vino bianco (il quarto amico ordina un succo di frutta in maniera autonoma … per deontologia aperitiva mi sono imposto di escludere dal mio dizionario termini analcolici).


Per il vino mi rimetto alle conoscenze e preferenze del barman e proferisco la rischiosissima sentenza “Faccia Lei!!”. A questo punto tre scenari si aprono. Uno cinico in cui il barman ti propone il vino passando in rassegna la colonna di destra del listino..i prezzi. L’altro di ostentazione, in cui barman ti snocciola nomi, aggettivi e aneddoti storici su vitigni, bottiglie e cantine non facendoti capire nulla e stimolando in te il desiderio di chiedere un semplice “tavernello”. L’altro, il più ottimista, è quello in cui il barman guardandoti negli occhi, vedendo il tuo portamento e interpretando le tue papille gustative…ti propone una rosa di vini tra cui tu scegli generalmente quello che per sonorità ti ha riaperto qualche cassettino della memoria…

La conversazione al bancone prosegue, con un’altra domanda cruciale…”e per gli stuzzichini?”. La risposta è stata la migliore e la più efficace…”adesso preparo qualche piatto e ve lo porto, poi comunque potete servirvi quanto volete qui al buffet!“. Il tutto detto con un sorriso e un accento di cui sinceramente non capivo la provenienza. Un timbro meridionale su una parlata toscana…produce un piacevole suono.

Dopo pochi minuti sono venuti a servirci i bicchieri di vino con una ben assortita combinazione di patatine, mortadella, tartine, pane e olive. Non una esagerazione a dire il vero… ma con l’invito, che ancora mi echeggiava nella mente “…poi comunque potete servirvi quanto volete qui al buffet!“, non ho dato spazio a inutili starving timori. Alla fine del primo giro riproponiamo un altro tour di vino bianco ri-affidandoci sempre ai consigli del barman. Arrivano altri tre bicchieri di un vino più fruttato…penso fosse un Gewurztraminer…e devo ammettere che sia il primo che il secondo hanno soddisfatto in pieno le mie aspettative. Dopo il secondo giro di vino, e diversi rifornimenti al bancone, sono gli stessi gestori del locale a servirci del formaggio (gorgonzola e una specie di ricotta) e pane. Vino veramente buono e serivizio gentile e gradevole.

Chi cerca l’America, alla fine, non deve camminare poi tanto… ;)

Alla fine abbiamo constatato che dei tre scenari ipotizzabili come reazione alla frase “Faccia Lei!!“..ci era capitat il terzo..il più ottimista. Per ogni bicchiere di vino ci hanno chiesto non più di 4 euro. Uso qualche cautela ad indicare il prezzo perchè con tutti questi aperitivi alcolici…rischio di confondere i numeri. Per ragioni organizzativi, l’American Pub ha cominciato a chiudere verso le 21..grosso modo, ed era un martedì. Non so se era l’orario standard o un limite imposto dall’assenza di uno dei gestori…vi informeremo in una prossima tappa!!

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