English Empire…forse era humor inglese?!
18 Novembre 2007 at 19:11 | In Aperitivi, Bologna, Pollice giù | 1 CommentTags: English Empire, via Zamboni
Indecisi e infreddoliti girovaghiamo fino a trovarci un pò per caso in via Zamboni. Zona solitamente troppo caotica per un buon aperitivo, ma tanto che ci siamo diamo un’occhiata…anche per vedere qualche vecchia conoscenza. Passiamo davanti al pub English Empire e con qualche reticenza decidiamo di inoltrarci. Ah!!! quasi dimenticavo, uso il plurale non tanto per un forte rispetto che nutro nei miei confronti quanto per la partecipazione dei due apertivisti e rosam, pianta sempre più anomala in quanto avvia il processo di fotosintesi clorofilliana solo alla luce di una birra…
Facciamo un po’ di chiarezza. Entriamo nel locale che sono circa le 20:20 causa una tarda uscita dall’ufficio e un’altrettanta solita indecisione sul locale da esplorare. Una volta dentro veniamo accolti dalle luci soffuse e calde che ben si adattanto con l’arredamento legnoso presente nel pub. Avvistiamo un tavolino e ci fiondiamo con lanci di oggetti, tal volta contundenti, alla sua conquista. Il locale in effetti è piuttosto pieno e ci stupiamo di trovare un tavolo libero, tra l’altro in una zona defilata da cui si controlla ottimamente buona parte del locale. Ottimo!
L’aperitivo funziona così: si va al banco, si ordina da bere, si paga ancor prima di ricevere la bramata bevanda, si riceve un piattino di plastica in cui poter depositare il cibo e finalmente viene data il sacro nettare. Il meccanismo macchinoso ci mette già di malumore, sembra un po’ di essere finiti in una specie di mensa dell’aperitivo. Il costo dell’aperitivo è 5 euro a consumazione, non eccessivo insomma.
In una mensolona vicino al banco è poi situato il buffet che rosam ci informa essere di solito ricco, ma che a quell’ora è piuttosto mal ridotto. Ma noi siamo fiduciosi (o stolti?) e siamo convinti che presto porteranno altro cibo. Ci serviamo prendendo farfalle e cuscus dalle prime due pirofile mentre la terza ciotola il cui contenuto dovrebbe essere qualcosa di verduroso è ormai giunta a una triste conclusione e solo qualche carota ci ammicca… ma non cadiamo nel tranello… tanto presto la riempiranno di nuovo! (illusi)
Ci accomodiamo al nostro tavolo tenendo in continuazione sott’occhio la sezione rifornimenti alimentari quando ad un certo punto si avvicina un cameriere e
“Ecco! Visto! Adesso portano altre scorte!”
“Sì, sì, adesso porta via le pirofile vuote per portarne altre ricolme di ogni ben di dio”
“Giusto, farà sicuramente così… pancia mia fatti capanna!”
… 5 minuti dopo…
“Ok, ci mettono un po’ solo perchè non avevano pronto il materiale di riserva… vero?”
“Certo non ci sono dubbi… non ti agitare, stai calmo. Del resto abbiamo pagato 5 euro 10 minuti fa, ce l’avrebbero detto se l’ora aperitivo era in conclusione, no?”
“Già, hai ragione… non abbiamo nulla da temere…”
… 10 minuti dopo… un po’ di inquietudine
“Uhm… mi sa che qua non portano più niente… ho questo leggerissimo sospetto…”
“Mmhmm… no dai. Avranno avuto dei problemi in cucina”
… 15 minuti giungiamo ad una conclusione…
“Sai cosa, mi sa che il cuoco è scappato, si è dato alla macchia e vive nutrendosi con bacche selvatiche!”
Il malumore che serpeggia tra di noi porta ad una drastica torsione del pollice verso il basso che rischia la slogatura a più riprese. La cosa che veramente infastidisce non è tanto la fine prematura dell’aperitivo, del resto in molti posti non si va molto oltre le 20:30/21, quanto il non averci avvertito dell’imminente fine facendoci pagare disincantatamente. Ad aumentare la torsione e il dolore fisico che questa ci provoca, ci pensano poi le televisioni di vario tipo e dimensione che mostrano immagini che nulla hanno a che fare con la musica che, per altro, è sparata ad un volume piuttosto alto e ci obbliga ad una conversazione arrancante e faticosa.
La serata prosegue tra nervosismo lavorativo, tizi che portano avanti e indietro piante simil palma per il locale (con nostro stupore), cai che liberano il tavolo dai nostri scarti (solo cose non mangiabili tipo piatti e bicchieri) e semproni fuori dal pub che si affacciano alla finestra guardando dentro e sorridendo… noi per non essere da meno gli facciamo “ciao ciao” con la manina e ci chiediamo se ci abbiano riconosciuti
Prima di andarcene faccio una capatina al bagno per evacuare la birra bevuta. Per raggiungerlo attraverso una stanza con presente un tavolo da biliardo e penso tra me e me che sarebbero molto più d’atmosfera e in simbiosi con il locale le freccette. Il bagno, come accade solitamente nei locali molto grandi, lascia alquanto a desiderare, per cui evacuo il più in fretta possibile e faccio ritorno al nostro tavolo.
Mentre usciamo cogliamo l’occasione per lasciare il nostro biglietto da visita su un leggio posto all’ingresso e contenente il menu. Usciamo e ci andiamo a mangiare una pizza!!
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