Cortile Caffè… ape con stile
9 Dicembre 2007 at 18:21 | In Aperitivi, Bologna, Pollice su | 8 CommentsTags: Cortile Caffè, via Nazario Sauro
E’ giunto il grande giorno. Dopo aver preso contatto e dopo un frenetico scambio di email che ha messo in agitazione le più grandi agenzie di intelligence del pianeta riusciamo ad organizzare la serata… siamo, infatti, stati invìtàti all’aperitivo dagli invìtàti a cena. La cosa si fa interessante…
Il luogo d’incontro lo lasciamo scegliere a loro che propongono il Cortile Caffè in via Nazario Sauro, posto a noi noto, ma non ancora saccheggiato… ovviamente accettiamo. L’incontro è fissato per le 21:30 e su suggerimento del mio compare avverrà in maniera giocolosa, nel senso che ci si vede dentro senza darci alcuna indicazione… sarà la ricerca degli altri l’inizio della serata
Ci rechiamo nel luogo dell’appuntamento un’oretta prima dell’ora prefissata in modo da poter godere dell’aperitivo. Non siamo sicuri che alle 21:30 sia ancora possibile farlo visto che in molti posti ad una certa ora termina e questa lezione l’abbiamo imparata sulla nostra pelle! Insomma vogliamo essere sicuri di avere il materiale per recensire il posto… inoltre i biglietti da visita scalpitano nelle nostre tasche!
Entriamo e veniamo subito accolti dalla luce soffusa e calda che circonda il locale. Davanti a noi c’è il bancone e tutto intorno tavolini circondati da sedie, qualche postazione più elevata con relativi sgabelli e sulla destra una scala ben modellata porta ad un soppalco con altri tavolini. Negli angoli un po’ più nascosti fanno la loro apparizione divani su cui è possibile accomodarsi e fare un sonnellino… ehm… vabbè forse no… almeno non venite qua per dormire poi, se vi capita di chiudere un attimo gli occhi, non ve ne farà colpa nessuno
Lo sguardo poi viene subito attirato da un gruppetto di ragazzi che si preparano a suonare. Vista la strumentazione pensiamo subito che suoneranno qualcosa di jazzeggiante… e il mio compare si inizia ad agitare…eh sì e qua prendo la parola per un attimo. Lo so a molti il jazz porta tranquillità e rilassatezza, a me no. Mi sembra di essere come una mongolfiera che prova ad atterrare ma un folata di vento la respinge sempre più in alto…sempre sospeso!! mi sto agitando solo a descrivere la sensazione… (“stai calmo!! scusate ho ripreso per un attimo il controllo del post… vai pure avanti, io aggiungo solo qualche cosa in qua e in là”)
Ci appollaiamo su due sgabelloni in un tavolinetto sospeso accanto all’ingresso del locale, posizione tattica in modo da individuare i personaggi entranti.
Ormai sono le 21.30 e già tre bicchieri di vino sono scivolati in gola come se nulla fosse. Abbiamo provato due bicchieri di Teroldego e poi un Nero d’Avola. Non so se fosse un caso o una reazione chimica costante, ma dopo il Teroldego il Nero d’Avola ha un sapore meno intenso…evitate quindi l’accostamento. Nel dubbio chiamiamo l’aiuto oste e chiediamo di assaggiare un sorso di vino. Il giovane ragazzo, veramente simpatico, un pò perplesso assaggia e esclude ogni possibile variazione vinosa…noi accettiamo il responso e continuiamo a bere, tanto ormai eravamo già sulla via della perdizione alcolica. Ad ogni singolo bicchiere di vino si associa uno o più giri al buffet, non eccessivamente ricco ma vario e di sembianze raffinate: patatine, pane pistoccu (o carasau non so la differenza) con varie decorazioni, olive gustose, wurstel con senape, patate al forno, insalata di ceci e pomodorini, crostini con formaggio e prosciutto… e qui ci sta una bella foto!
Cominciamo a guadarci intorno per scorgere sguardi curiosi di conoscenza e notiamo due loschi tipi che si aggirano con fare circospetto nei meandri del locale…a quel punto diciamo, “sono loro?”…incrociamo lo sguardo puntiamo il dito, sorriso smagliante e ci si riconosce. Sono un ragazzo e una ragazza e ci accomodiamo allo stesso tavolo, sempre su sgabelli per la gioia delle nostre schiene. Si aprono le danze della reciproca consocenza e già alle prime parole si capisce che esistono delle analogie tra tutti i bloggers…un pò tutti fuori di testa. Dalle prime battute, che ad orecchi inesperti potrebbero sembrare delle freddure, ci rendiamo conto che sotto quelle voci si nasconde una combinazione magmatica di ironia e cinismo…che apprezziamo. Battute del tipo:
parlando di una persona con un contratto precario chiediamo
“perchè non l’assumi?”
…e ci viene risposto
“perchè non passa per il naso!!”
…geniale no…da qui il nickname scelto… Punman
o ancora
arriva il 20esimo cingalese ad offrire rose e la ragazza risponde…
“ah, non guardare me sono un trans!!”
e da qui il nickname… Punwoman
La conversazione procede piacevolmente passando da argomenti esistenziali, disturbando addirittura Pirandello, alle preferenze musicali, e qui scopriamo che il ragazzo suona il sax in un gruppo di cui ora non ricordo il nome ma suonava tipo la formula magica di cenerentola “bidibi bodibi bu” o era Creamy “pimpulu pampulu parimpampu”?…non ricordo più, chiedo a “Punman” di intervenire.
Decidiamo di ordinare una bottiglia di vino e chiediamo consiglio all’oste che inizialmente ci propone una riserva di non ricordo cosa… alla parola “riserva” noi due aperitivisti ci guardiamo con un mezzo sorriso e iniziamo a presentare alcuni fastidiosi tic dovuti ad un esperienza traumatica vissuta precedentemente. Alla fine il gioviale oste, vista la nostra perplessità, ci consiglia un’altra bottiglia di vino…”il cabernet”. Nel frattempo si unisce un’altra amica dei Punman e Punwoman…“la scrittrice”…in quanto si narra della pubblicazione di un suo libro e di diverso altro materiale pronto alla stampa…se non ricordo male il libro pubblicato si chiama “Hardcore”…anche qui invito gli interessati a correggermi…anche lei persona interessante!!
Insomma siamo un bel gruppo, ordiniamo un’altra bottiglia di “cabernet” a cui accompagniamo anche qualcosa di solido da mettere sotto i denti…delle bruschette pugliese…a dire il vero non proprio il massimo… la cosa positiva è che ci viene detto che se vogliamo c’è ancora il buffet da cui attingere… non so che ora fosse, ma sicuro eravamo già verso le 23!
Un attento lettore si sarà già chiesto… “tre bicchieri prima, due bottiglie adesso..ma quanto cavolo bevono questi?”…o attento lettore, avrei voluto conoscerti prima per evitarmi la schiena sfasciata il giorno dopo…sì è vero abbiamo alzato il gomito ma abbiamo mantenuto un contegno signorile, penso che nessuno se ne sia accorto…
sciuuuro che era tutto coscì… o forsce no?!
Lasciamo il nostro biglietto da visita nel bagno (onesto) e al Civico 32, un’associazione culturale ospitata dal Cortile Caffè.
Alla fine arriva il conto, e ci arriva una mazzata unica…ma non è tanto il prezzo è il fatto che effettivamente abbiamo ordinato un sacco di vino….alla fine la bottiglia di “il cabernet” viene 20 euro e 5 euro un bicchiere di vino, sia Nero d’Avola che Teroldego…fate voi i conti, io preferisco non ricordare…
Insomma, buon vino, compagnia molto piacevole, atmosfera serena ma stimolante ci fanno propender per il pollice su. Molto piacevole ed originale anche la presenza di musica dal vivo in alcuni giorni della settimana. Un programma piuttosto denso è esposto all’ingresso del locale.. la serata poi prosegue per ancora molte ore, ma in altri luoghi che esulano dal contenuto del blog e che per motivi di ordine pubblico evitiamo di citare
8 Commenti »
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Effettivamente il conto era un po’ salato …. comunque è stata una serata divertente … molto divertente … da ripetere …
Commento di Punwoman — 9 Dicembre 2007 #
Hola ragazzi confermo punto per punto la vostra cronaca, inutile dirvi che vogliamo rifare il giro sull’ape tour quanto prima
Per inciso, sto facendomi allargare le narici in modo da poter assumere al + presto la mia collaboratrice.
bidibi bodibi bu???
http://www.myspace.com/bdbopbigband
ciaoo
Punman
Commento di Punman — 9 Dicembre 2007 #
Be dai ti va bene che sono magra ….
Commento di Punwoman — 9 Dicembre 2007 #
Ciao Mitici
l’apetour non si ferma mai
siamo già in volata verso la prossima tappa
Per la lotta alla precarietà la prossima volta portiamo l’aprinarici di Agnelli..si dice in giro che funzioni
ciao
Commento di dallog — 9 Dicembre 2007 #
Il “pistoccu” è molto spesso e duro. È un pane di semola biscottato: prima si cuoce il pane normale, che si gonfia senza mollica, poi si taglia a metà e si rimette in forno. La dimensione è circa di una ciabatta. Ottimo così com’è, se inumidito (POCO!) diventa morbido, e se inumidito e zuccherato diventa la merenda della mia infanzia



buon “lavoro” ragazzi, alla prossima ^_^
Il “carasau” è una sua evoluzione molto più elaborata: i pani iniziali raggiungono i 50cm di diametro, e sono tondi e incredibilmente sottili. Non so neanche di preciso se ci sia la divisione a metà (dalle mie parti non lo fanno), ma il risultato è un pane chiamato anche “carta da musica”: sottile come cartoncino, buonissimo e croccante.
Segnalo una variazione del carasau, detto “guttiau”: olio, sale e rimesso in forno. Finché non si assaggia non si immagina quanto sia buono
In città ben fornite sono tutti reperibili, anche fuori dalla Sardegna, e onestamente penso valga la pena provarli
Tra l’altro, è verosimile che qualcuno nel locale fosse di origini isolane, se il pane era disponibile nel buffet… Posso consigliarvi di chiedergli se ha una bottiglia di vino del Mandrolisai? O della zona di Fonni, o Mamoiada. Sono gli stessi posti da cui proviene il carasau, e sono dei vini semplicemente straordinari, val la pena di tornare solo per provarli
Ultimo e poi la smetto… chiedete un bianco da uva passili… come un Ternura del Mandrolisai, o un Pascas del Cagliaritano… Vi basta vederne il COLORE per innamorarvene, e il gusto… mmmmm…
-J
Commento di Jaba — 13 Dicembre 2007 #
Si desume una leggera nostalgia di casa…
grazie mille per le informazioni e precisazioni, a dire il vero a noi piacevo molto il nome pistoccu…così come pronuncia. La prossima volta che andiamo nello stesso posto proveremo gli accostamenti che ci suggerisci e poi ti facciamo sapere…anche se dalla tua descrizione sembra che sia una esplosione di gioia.
continuando a girare per aperitivi si fanno splendide conoscenze
grazie ancora e alla prossima
Commento di dallog — 13 Dicembre 2007 #
Due miei amici erano praticamente astemi prima di assaggiare il Ternura…
alla prossima, grazie ancora
Commento di Jaba — 13 Dicembre 2007 #
Grande Jaba!!
Ottime segnalazioni e precisazioni… tutte differenze che assolutamente non conoscevo tra i tipi di pane… cacchio, devo assolutamente trovare questo sidro degli Dei chiamato Ternura
Commento di bato — 14 Dicembre 2007 #