Swinebar…anche il maiale ha le braccia corte!?

15 Dicembre 2007 at 18:52 | In Aperitivi, Bologna, Pollice a mezzo | 10 Comments
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Nel periodo natalizio sono tutti più buoni…noi no. Noi siamo sempre buoni, ma ogni tanto conviene assumere una posizione critica per essere costruttivi. Ed è questo il caso, il caso di Bato & Dallog Investigation: Swinebar, in via Righi 24/a. Siamo ormai a fine settimana e le energie sono scarse, ma si decide comunque di aprire le indagini. Sovraccaricati dalla tensione prefestiva, si decide di avvalerci del supporto di fidi collaboratori, apprendisti investigatori ormai da troppo tempo: Rosam, Il Capo e, la vera star indiscussa degli uffici, il Farfallone. Colgo l’occasione per chiedere a tutte le sue fans di evitare commenti eccessivamente spinti sulla e mail comune, siamo anime sensibili noi ;)

Ci inoltriamo tra le luci della città alla ricerca di un fantomatico locale “Whoopie” in via Oberdan, consigliatoci da Punwoman, ma la fortuna non ci sorride. Del locale niente traccia, ha cambiato nome…grazie al cazzo! Dirottiamo immediatamente su via Righi e arriviamo davanti al nostro caso investigativo. Con qualche tentennamento, decidiamo di entrare, non dall’entrata principale ma nel dehor coperto e riscaldato…siamo gente semplice noi. Si entra per una porta scorrevole…ricordo ai più del locale che “scorrevole” non vuole dire “poi mi richiudo da sola” ma deve essere sempre accompagnata nel movimento altrimenti la gente dentro si acclimata alla tempratura esterna. Ci fanno accomodare in due tavoli quadrati accostati, ricoperti di una tovaglia di pelle (un pò sadomaso, ed in effetti il Farfallone si scompone per un secondo!!), candele un pò sparse ovunque che contribuiscono a creare una atmosfera da winebar, ma di alto bordo. L’interno del dehors è arredato con vecchie botti di legno..che ci sia ancora vino dentro?!…mobili, sedie, scansie tutti tendenti verso colori scuri quasi a voler dipingere artificiosamente una tenebra da riscaldare al fuoco delle candele.

L’ambiente, insomma, non è affatto male… a parte le tovaglie… passiamo alle ordinazioni. Ci si presenta un cameriere dalla faccia simpatica e dopo aver constatato il desiderio comune di prendere un bicchiere di Sangiovese optiamo per la bottiglia. Ci viene portato il vino e ci vengono subito chiesti 28 euri… caro, ma buono anche se servito ad una temperatura un po’ troppo bassa per un rosso. Chiediamo per gli stuzzichini e ci viene comunicato che c’è il buffet all’interno del locale. A questo punto decidiamo per una serie di turni ben scaglionati che ad intervalli regolari andranno a razziare il buffet.

swinebar

Il primo turno se lo smazzano rosam e il farfallone che si avventurano nel locale e ne escono con dei ciotolini-ini-ini in cui sono presenti paninetti, tartine e insalata di riso. Il numero di ciotolini-ini-ini portato al tavolo è 3… tutto sembra studiato a dovere dal/i gestore/i. Ecco come: il bancone dove è situato il buffet è piuttosto affollato di cibo, tartine al salame, paninetti imbottiti, rotolini di piadina farcita, insalata di riso, voulevant con tonno e capperi, focaccine con pomodorini e non lascia spazio all’appoggio di ciotolini. A questo punto si aprono diversi scenari per l’avventore, vediamoli nel dettaglio:

L’arrendevole

Una volta preso possesso del ciotolino-ino-ino e riempito di tutto punto, si guarda un po’ intorno impotente tentando di appoggiare a più riprese il ciotolino-ino-ino in posti improbabili. Preso dallo sconforto si dirige deluso verso il tavolo pensando che presto dovrà affronatre di nuovo il problema.

Il cocciuto

Si comporta grosso modo come l’arrendevole, ma dopo aver tentato inutilmente l’appoggio del ciotolino, pensa che non può finire così. Mette il ciotolino-ino-ino sotto l’ascella e procede al riempimento del secondo. Il più delle volte questa tecnica risulta un fallimento in quanto il ciotolino posto sotto l’ascella risulta compromesso o da una caduta accidentale o dall’ascella stessa.

L’ingengnoso (detto a volte MacGyver)

Appena vede che la situazione è critica inizia a guardarsi intorno pensando freneticamente ad una soluzione. Alla fine costruisce una piattaforma d’appoggio intrecciando sapientemente alcuni menu e con l’ausilio di tovaglioli di carta arrotolati e annodati tra di loro issa al collo la piattaforma creando una base d’appoggio solida e stabile. Torna al tavolo con un mezzo sorriso tra le labbra e un bottino di 4 ciotolini-ini-ini intanto che la folla intorno a lui lo acclama come un eroe.

Il cooperativo

Con l’aiuto di un compare si reca al buffet. Entrambi riempiono il proprio ciotolino-ino-ino il più possibile, poi uno dei due allunga il suo all’altro e ne riempie un terzo. Tornano al tavolo abbastanza soddisfatti con 3 ciotolini.swinebar e torre di pisa

Noi alla fine scegliamo il sistema cooperativo e sicuramente questo sarà apprezzato da un nostro amico americano ;)

Dopo diversi giri cooperativi al buffet che innescano un incredibile effetto torre di Pisa (vedi foto), Rosam e il Farfallone avvertono un certo languorino per qualcosa di tradizionalmente accostabile ad una cena e quindi ordinano un tagliere di salumi e formaggi. Questo esula dall’aperitivo in quanto il tagliere era a pagamento ma viene preso a pretesto per capire quale sia la filosofia del locale…nessuno aveva chiesto i formaggio (supplmento di 4 euro) ed il tagliere medio costava 10 euro. Ci viene portato il tagliere al costo di 15 euro,

con l’aggiunta “siamo stati abbondanti”…

“sì nel prezzo” pensiamo noi!!

e lo facciamo presente sperando in un effetto a cascata per le prossime ordinazioni. Così avviene, per modo di dire. Da 28 si arriva a 25 per la seconda bottiglia, poi a 22 la terza e sotto questa soglia non siamo mai riusciti ad andare nemmeno alla 5 ordinazione e nonostante ardue contrattazioni. Ci viene anche detto che 28 euro è un prezzo basso e che il vino andrebbe venduto a 35 euro! Qui vorrei aprire una parentesi, anzi apriamo proprio un intero capitolo. Eravamo un sacco di persone, avremmo continuato a bere fino alle 3 di notte, bottiglia su bottiglia. Ordinavamo con la medesima cadenza temporale, non ci vuole un genio del marketing per capire che una progressiva riduzione del prezzo della bottiglia avrebbe portato l’intera combricola a rimanere più a lungo nel locale, a consumare altre ordinazione che anche se a prezzo ridotto avrebbero garantito un incasso vantaggioso. Insomma un normale approccio di fidelizzazione del cliente. Nonostante gli apprezzati tentativi del cameriere, a cui va la nostra solidarietà, la gestione è restata assolutamente ostile e irremovibile rispetto a qualsiasi ammorbidimento sul prezzo…pur emettendo, almeno per quanto abbiamo potuto constatare, lo scontrino solo per la prima ordinazione. Su questo fronte, più che da Swinebar…ci sembrava di essere da Porky’s

Anche stasera abbiamo alzato un pò il gomito ma non temete il gruppo si è decisamente infoltito permettendo quindi di diluire il tasso alcolico tra più organismi viventi…si sono aggiunti Punwoman e Punman…che non smentendosi apre la serata con un’altra freddura

cosa fa l’asso di picche al gelo?…l’assi-derato

e poi diverse amiche di Rosam, che generalizzando chiameremo le “the Rosam Flatmates”. Insomma un bel gruppo di amici.

Lasciamo il locale a scaglioni diversi. Prima della dipartita del Farfallone e Bato, spinti alla fuga da ragioni diverse…farfallone mi han detto ;) …hai fatto bene!!…scusate la digressione…riprendiamo…allora prima che i due partissero il bliglietto da visita è stato lasciato in bella mostra in bagno ai piedi dell’ abat-jour. E come occhi di gatto sono poi svaniti nel nulla non lasciando traccia…favoriti nei movimenti anche dall’alleggerimento dei portafogli.

Insomma alla fine propendiamo per un pollice e mezzo, bello ma un pò snob…

10 Commenti »

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  1. Arrivando tardi mi sono persa le vostre performance con i ciotolini-ini-ini … però ho notato anch’io che il porco aveva le braccia corte!!!!

  2. Le freddure sono inversamente proporzionali al quantitativo di alcool ingerito :) più uno è sobrio e più ne dice…. da brillo in avanti passa direttamente alla cazzate.
    Trovo che il pollice e mezzo nei confronti dello swine sia un po’ generoso, cioè l’esatto contrario del gestore del locale… ma guardiamo avanti.
    Quale è la prossima destinazione inserita nel navigatore sat(o)llitare dell’ApeTour?

    Punman

  3. Ciao a tutti!

    Amici miei, se tutti i locali fossero come lo Swine bar, il povero farfallone appenderebbe le ali al chiodo. Nessuna cameriera ma solo camerieri, di cui uno, il nostro, che secondo me ogni tanto ci provava con il resto (ma per fortuna il mio potente sguardo genovese ha aiutato la compagnia). Posso solo dare un giudizio sulla clientela femminile: direi di buon livello, tolto il Capo e Rosam che elevano sempre il livello di ogni locale.
    Alla fine però ecco che arriva l’agguato di Rosam: le sue ex coinquiline. Ma io non ci casco e svicolo via: ormai la mia missione e incontrare la dormigliona…chi è? Dovrete scoprirlo voi!!

    Con stima

  4. Scusate l’intrusione……ma cari i miei aperitivizzati, in presenza della mia amica rosam e su un blog di cui sono a conoscenza….. cosa poteva scrivere il farfallone che sfarfalla?
    La dormigliona non dorme per niente, anzi! Aspetta di vedere come si comporterà il farfallone sabato sera in presenza di tante donzelline.

  5. Ma quale intrusione…è un piacere vedere ogni tanto il farfallone irretito…un benvenuto caloroso alla “dormigliona”…
    pur non conoscendoti non mi sembra che ti si addica il nick…alla fine hai replicato alla velocità della luce.
    Per cui datti un nome e continua a seguirci

    ciao dal fantastico mondo di apetour

  6. io non sono molto esperta…e non so se è questa la location giusta per il commento. ad ogni modo questo blog è molto carino, invitante ed ispirante…adesso quando sarò a bologna mi riprometto di seguire le vostre orme e ripercorrere tutto l’itinerario apetour!
    sono o no la degna zia di Rosam!?
    complimenti!

  7. Benvenuta a bordo dell’ape irene!
    “ehi… dallog… togli il gomito che mi si pianta nelle costole… siamo sempre più fitti quassù :)
    Quando vieni a Bologna ci farebbe molto piacere avere tra i nostri compagni di ventura niente popo’ di meno che la zia di rosam!!
    Non so perchè ma mi viene già da ridere adesso ;)

  8. ciao a tutti,
    scusate se sono passati un pò di aperitivi dalla sera dello swinebar ma vorrei fare un appunto sul buffet… a livello di quantità non c’è da dire, ma per quanto riguarda la “qualità” insomma… come dicono morandi e tozzi etc etc si può fare di più! soprattutto perché il locale vorrebbe essere molto chic e non un posto dozzinale..quindi almeno scaldate un pò le pizzette!!!

  9. La mia esperienza è un aperitivo servito senza alcun tipo di stuzzicheria, pagamento anticipato e sollecitato e, solo su richiesta, olive e tarallini poichè il buffet all’interno non era pronto.
    Il calice di vino non corrispondeva ai requisiti richiesti, il nome del vino: questo sconosciuto! Il prezzo? Elevato!
    Gentilezza e professionalità neanche a parlarne!
    Purtroppo Bologna pullula di locali rivestiti di patina modaiola senza nessun minimo requisito di qualità e competenza, pronti a svuotare le tasche di gente distratta.

  10. Cavolo…l’aperitivo non ti ha proprio sorriso!!

    Grazie mille dei commenti. Ci siamo fermati troppo a lungo non facendo più sentire ai bar/pub il fiato sul collo. Messaggi come i tuoi ci aiutano a tenere viva la pressione e a cercare di cambiare il rapporto utente/gestore. Procediamo
    ciao


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