Bar della Trattoria… il mio sorriso porti via

12 Marzo 2008 at 11:00 | In Aperitivi, Bologna, Pollice giù | 2 Comments
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Eccoci qua, ancora una volta pronti ad una nuova avventura aperitivosa. Meta prescelta l’enoteca all’inizio di via del Pratello segnalataci da rosam che è assente a causa di scorribande nelle birrerie bavaresi.

Così senza la presidentessa ad honorem ci ritroviamo in tre come i tre moschettieri, bato dallog e il capo. Cerchiamo di raccattare anche D’Artagnan da qualche parte, ma non si trova da nessuna parte… addirittura c’è chi dice che è solo un personaggio d’invenzione… eheh… mica ci cadiamo noi!

Comunuque, ci dirigiamo fiduciosi verso il luogo segnalatoci anche se il morale non sembra dei migliori e questo temiamo sempre influenzi il giudizio finale. Arriviamo davanti al locale ed entriamo senza indugio.

Diverse persone sono sedute in tavolini quadrati di legno tipici da osteria mentre qualcuno è al bancone. Optiamo per un tavolino e nonostante l’aspetto dell’enoteca non sia per niente male con richiami più o meno evidenti allo stile della trattoria Fantoni lì accanto (quadri colorati alle pareti, libri e riviste sparse un po’ dappertutto), c’è qualcosa che non va… sarà la musica veramente angosciante che ristagna nell’aria e non dà segni di cedimento o di cambiamento, saranno i due tizi di fianco a noi che pare gli sia appena morto il gatto.

Cerchiamo di non badarci troppo e ordiniamo tre bicchieri di vino,enoteca pratello un Grillo (per la testa) al capo e due Montepulciano d’Abruzzo per noi. Ci alziamo e ci dirigiamo al bancone per soddisfare le nostre pance che richiedono qualcosa di solido per accompagnare il vino. Ci accoglie un buffet(tino) con pasta al ragù fredda, vari tipi di salsine (alcuni niente male), pomodori secchi, cetrioli sott’aceto, pezzetti di pane, e tartine con salame e maionese. Il cibo non è male, ma nulla di eccelso e anche la fornitura si arresta quasi subito, tant’è che al secondo giro non troviamo, con nostra delusione, nulla di nuovo. Quello che è rimasto, per altro, scarseggia e i piatti si presentano quasi vuoti.

Forse anche l’illusione del fritto misto preannunciato da rosam ci porta ad una torsione sempre più consistente del pollice verso il basso.

“Ma rosam non ha detto che c’era il fritto misto?”
“Seee… chissà dove l’ha visto?”
“Ma non è che abbiamo sbagliato locale?”

Quest’ultima domanda echeggia ancora nelle nostre orecchie e non vediamo l’ora di vedere rosam per chiedere conferma… possibile che il fritto misto sia solo stata un’immaginazione di rosam presa dai morsi della fame? Avrà visto anche mozzarelle in carrozza sfrecciare lucenti nel locale e cotolette alla milanese che ballavano la samba? Oppure possibile che solo in alcuni giorni facciano un aperitivo degno di rosam? E qui chiediamo delucidazioni a chi ne sapesse di più.

Mentre queste domande frullano nelle nostre teste addormentate dalla musica insistente, i tipi al tavolo di fianco se ne vanno e un po’ ci tirano su di morale… minchia che depressione che facevano venire…a me poi sembra di averli già visti questi due!! E sempre con la stessa espressione malinconica di chi sa quanto possa essere profonda e drammatica la vita. O forse sono solo due mimi che cercano ispirazione dalla musica sempre più deprimente. Gusti sono gusti, non c’è dubbio, ma un pò di brio. La primavera è alla porte. La vita ci deve sorridere, o almeno non vomitare addosso la propria agonia. Un pò più di vivacità. Ecco cosa potremmo suggerire al locale. Assumere una propria identità al di fuori di essere il l’alter ego di Fantoni, altrimenti rischia di apparire sempre come figlio di un dio minore

Ma aspettiamo ancora un pò. Non vogliamo essere precipitosi. Alla fine è un locale non meno attraente di altri che si sono meritati il pollice a mezzo. Il locale in sè non ha nulla di particolarmente irritante. Ma forse è l’aria che si respira. Aspettiamo, forse la musica avrà delle variazioni di gioia. Aspettiamo, aspettiamo ma alla fine non miglioriamo. Il nostro umore è sempre più a pezzi. È vero che non stiamo affrontando un periodo di piena vivacità ma mai mi sarei aspettato tanto da un locale: agire sulla mia psiche e infondermi una tristezza esistenziale. Forse è stata solo la sensazione di una sera ma alla fine era una sensazione collettiva. Pollice giù.

Ah dimenticavo!! Nella fretta abbiamo dimenticato di lasciare il biglietto da visita.

2 Commenti »

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  1. Mio personale parere è che un locale da aperitivo abbia la principale funzione di risollevare le sorti della giornata… il tipo di posto che ci entri magari abbattuto e frustrato, ma in grado di distenderti e farti tornare un sorriso. A mio parere è più importante di buffet e beveraggio, è una sensazione che deriva ANCHE da questo, ma è in generale derivante da molti fattori.

    In bocca al lupo per la prossima

    -Jaba

  2. ma va va’


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